La leggenda vuole che la pastiera sia il dolce donato ai napoletani dalla sirena Partenope (ancora oggi veniamo chiamati partenopei in tutto il mondo). Nel tempio di Partenope (eretto dai greci dove oggi sorge la chiesa di Santa Lucia a mare), la sirena veniva venerata dal popolo che le offriva i sette frutti della terra napoletana:

  1. La farina, simbolo di ricchezza;
  2. La ricotta, simbolo di abbondanza e generosità;
  3. Le uova, simbolo di fertilità;
  4. Il grano cotto nel latte, simbolo del regno animale e vegetale;
  5. I fiori d’arancio, simbolo del profumo della terra napoletana;
  6. Le spezie, simbolo dei popoli stranieri accolti;
  7. Lo zucchero, simbolo dell’irresistibile dolcezza del canto della sirena.



Partenope unì questi doni e creò un dolce per la sua Napoli.
Probabilmente anche la storia relativa alle 7 reti di pasta frolla che richiamano la pianta reticolare della città di Neapolis è una forzatura: La pastiera ha le strisce distribuite a losanghe, a formare dei rombi, non a scacchiera (come nella seconda foto), inoltre la somma derivante dall’incrocio di decumani e cardini nella piantina non è certo sette. L’unica spiegazione plausibile sembra essere quella di carattere tecnico-culinaria. Le strisce di pasta frolla hanno una funziona contenitiva: impediscono all’impasto di crescere troppo durante la cottura.